In un recente post sui social media, la casa di ricerca di Google sottolinea che non c’è una ricetta della “pagina perfetta” che i siti web debbano seguire per ottenere buoni risultati nella ricerca.

Il post inizia:

Oggi volevo esprimere il mio pensiero che ci sia una specie di ricetta della “pagina perfetta” che debba essere usata per classificarsi bene nella Ricerca Google.

Google spiega che non c’è una formula di ranking universale nonostante dica che specifici numero di parole, strutture di pagina o altre ottimizzazioni possano assicurare una posizione alta.

Il post prosegue:

Non esiste, e nessuno dovrebbe pensare di dover lavorare su qualche tipo di formula mitica. È una convinzione che risale ancor prima che Google fosse popolare.

La SEO: sfatato il mito

Gli strumenti SEO di terze parti suggeriscono spesso di creare pagine in modi specifici per ottenere risultati nella ricerca. Però, Google dice che questi strumenti non sanno prevedere la classificazione.

I suggerimenti degli strumenti si fondano spesso sull’analisi di medie tra le pagine migliori, mentre l’algoritmo di Google considera i fattori in comune e le caratteristiche uniche.

I consigli di terze parti, anche gli articoli di notizie, potrebbero suggerire qualche tipo di cosa. Seguire tali consigli non garantisce un posizionamento al top. Inoltre, tali previsioni e consigli si basano spesso sull’osservazione delle medie, il che non coglie il punto che pagine completamente diverse e uniche possono e riescono ad avere successo nella ricerca.

Piuttosto che le formule, il suggerimento di Google è di focalizzarsi sull’essere utili e rilevanti per gli utenti.

Per esempio, se una biografia dell’autore si confà allo scopo della pagina per i lettori, mettila, ma non perché potrebbe ipoteticamente migliorare le posizioni.

Il post termina così:

Il consiglio principale di Google è di concentrarsi sul fare cose per i propri lettori che siano utili. Ad esempio, se ha senso che i tuoi lettori vedano il sottotitolo di un articolo (e potrebbe!), fallo per loro. Non farlo perché hai sentito che avere una firma ti posiziona meglio su Google (non è così).

Metti i tuoi lettori e il tuo pubblico al primo posto. Sii utile a loro. Se lo fai, se fai qualcosa per loro, è più probabile che ti allineerai a segnali completamente diversi che utilizziamo per premiare i contenuti.

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